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Fremont Street: le origini di Las Vegas come la conosciamo oggi

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Aver visitato Las Vegas senza vedere Fremont Street è come non essere mai stati a Las Vegas. La sfavillante città dei vizi, di Elvis, dei casinò, dei penitenziari e delle cappelle matrimoniali, che conosciamo oggi e che vediamo sovente nei film hollywoodiani non è altro che la versione 2.0 dell’unica ed inimitabile Fremont Street.

Dobbiamo spostarci da quello che è il cuore della “città nuova” che affolla Las Vegas Boulevard South (nota anche come Las Vegas Strip), per addentrarci nella downtown. E’ qui che ha avuto origine tutto.

Qualche cenno storico

Fremont Street nasce nel 1905 con la città, potremmo quasi dire che per diverso tempo è stata essa stessa la città; è lungo la sua lingua d’asfalto che compare il primo semaforo nel 1931 e, sempre lei, nel 1937 si guadagna con l’arrivo della corrente elettrica il soprannome di “Glitter Gulch”. Quando, infatti, la vicina diga di Hoover inizia a rifornire Las Vegas di energia, questa strada si trasforma in un abbagliante luccichio di cui possiamo ancora ammirarne il fascino quasi completamente intatto.

Il successo di questa area è dovuto alla sua vicinanza con la stazione ferroviaria, punto di arrivo prediletto per gli avventori occasionali ed i primi turisti; è quando però si intensificano i collegamenti autostradali e si concludono i lavori per un aeroporto cittadino che inizia il suo rapido declino. Con gli anni 80 il quartiere diviene sempre più malfamato fino a finire schiacciato da una più imponente, più ardita, più perbenista (se mi concedete il termine) Las Vegas.

Fremont Street Experience

Nei primi anni 90 hotel e casinò della zona iniziano ad entrare seriamente in sofferenza e prende piede la consapevolezza della necessità di cambiare le cose, ma come? Fremont Street Experience è la risposta che hanno trovato insieme. Si tratta di una copertura a volta che abbraccia un tratto della via rendendola un passaggio pedonale coperto dedito all’intrattenimento. Lo spettacolo inaugurale ha luogo il 14 dicembre 1995, da quel momento successivi interventi hanno portato al risultato che possiamo ammirare al giorno d’oggi.

Camminare sotto questa volta mi ha fatto scoprire una dimensione maggiormente intima ma non per questo meno irriverente di Las Vegas. E’ qui che ho incontrato i personaggi più improbabili da prostitute decisamente… sode (che invidia!) a fauni dallo sguardo ammiccante ed è sempre qui che improvvisamente mi sono resa conto di trovarmi in uno spazio a misura di persona, niente a che vedere con gli ariosi e dispersivi spazi del Venetian o del Bellagio.

L’orario migliore per visitare quest’attrazione è sicuramente dopo il calar del sole quando iniziano gli spettacoli audiovisivi: tutti i giorni, ogni ora tra le 18 e l’1, per 6 minuti. Se amate i The Killers o i Green Day, farete fatica a trattenervi dal cantare!

Qualche ultimo dato per rendere la portata di questo intervento che ha saputo, almeno in parte, riqualificare il quartiere:

  • costo di realizzazione pari a 70 milioni di dollari;
  • 450 m di galleria coperta;
  • oltre 12 milioni di lampadine al LED.

I veterani di Fremont Street

Golden Gate Casinò Hotel

Il primo casinò in assoluto di Las Vegas si presenta con un aspetto alquanto datato ma con lo spirito di un guerriero che ha saputo sopravvivere al proibizionismo: all’epoca l’insegna recitava “Nevada Hotel” e proseguì clandestinamente i suoi affari tra il 1909 ed il 1933. Oggi la struttura mostra orgogliosa le fatiche del suo passato conservando gelosamente le slot machine originarie ed intrattenendo con coloratissimi cocktail.

Golden Nugget Casinò

Golden Nugget ossia pepita d’oro, un nome che racchiude una storia. La storia ha origine con Kevin Hilier che nel 1980 in Australia, con un semplice metal detector, trovò quella che a tutti gli effetti potrebbe essere la pepita più grande al mondo (27 kg); quest’ultima viene acquistata dall’hotel e qui rimane esposta fino al 2014 per poi passare nelle mani di un’altra struttura della catena. Un’ultima curiosità sul Golden Nugget Casinò: lo scivolo che conduce alla piscina passa attraverso una vasca di squali. Una follia proprio da Las Vegas.

Cowboy Vic

Lui è certamente uno dei personaggi più conosciuti di Fremont Street. La sua insegna compare nel 1951 e da allora non si è mai spostato di un centimetro, nonostante questo la sua vita è stata piena di emozioni. Forse l’evento più importante che ricorda è un giorno del 1994 quando ha preso in moglie Vegas Vickie, attraente cowgirl residente giusto di fronte a lui. Purtroppo gli amanti del west non possono più scambiarsi sguardi languidi dal momento che dal 2017 lei è stata prima rimossa per consentire la demolizione del club su cui sorgeva e poi spostata all’interno della nuova costruzione. Io continuerò ad immaginarli, come li vidi, uno dinnanzi all’altro.

Vale la pena dedicare una serata a quella che amo definire la “vecchia Las Vegas”. Per me è stata un’esperienza del tutto inaspettata: sebbene non abbia la calcolata raffinatezza e spettacolarità della Strip, Fremont Street brilla di luce propria. Una luce che nasce, oltre che dalle vistose luci al neon, da uno spirito autentico, che definirei fanciullesco e spensierato. Se non siete stati a Fremont Street decisamente non avete conosciuto l’autentica Las Vegas.

6 Comments

  1. Las Vegas è senza ombra di dubbio una di quelle città che prima o poi nella vita deve essere vista e vissuta!!! Tutti i giochi di luci della Fremont Street Experience dal vivo devono lasciarti davvero a bocca aperta!
    Grazie per tutte le preziose info e per i cenni storici che ti permettono di conoscere al meglio la storia che c’è dietro questo luogo!

  2. Anche io a Las Vegas mi sono spinta “oltre” la Strip per cercare la vera anima di Las Vegas. Effettivamente fare una passeggiata nella old town ti riporta alle origini di questa città e ai suoi mille perché. Io o trovato molto interessante fare un giro anche nelle zone intorno a Las Vegas, parchi e attrazioni molto interessanti.

  3. Las Vegas è una città pazzesca che mi è piaciuta molto! Purtoppo ho avuto modo di fare solo un rapido giro a Freemont Street, ma come hai detto tu è lì che si coglie la vera anima della città. Ho trovato molto interessante conoscerne meglio la storia dal tuo articolo! 🙂

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