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Metro 2033

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Una gradevole ed intrigante mattonata post-apocalittica è come descriverei in poche parole Metro 2033, il primo romanzo scritto dal russo Dmitry Glukhovsky. Una vodka per affrontare la lettura qui è d’obbligo!

Trama

La vicenda si svolge sottoterra, tra le buie gallerie della metropolitana di Mosca. Qui hanno trovato rifugio tutti i sopravvissuti alla guerra nucleare che, circa 20 anni prima dei fatti raccontati, ha dilaniato il pianeta, rendendolo inospitale al genere umano.

La vita però è tutt’altro che semplice: ratti giganti, strani sibili nell’oscurità e cerbottane avvelenate sono solo alcuni dei problemi con cui gli abitanti si trovano a confrontarsi giornalmente.

Sarà il giovane Artyom, spinto da una missione con finale a sorpresa, ad accompagnarci alla scoperta di questo micro-cosmo in cui si sono riversate speranze, delusioni ed ideologie. Ci imbatteremo in nazisti, fanatici religiosi e rossi; stazione dopo stazione entreremo nei segreti che si annidano all’ombra degli archi, dietro un passaggio dimenticato o all’interno delle condutture.

«Perché stava facendo tutto ciò? […] Perché la vita nella metro, inutile, senza senso, elevata e piena di luce, sporca e gorgogliante, sempre diversa, così bella e miracolosa potesse perdurare.»

Passo tratto dal libro Metro 2033

Perché leggerlo…

Il romanzo, originariamente pubblicato gratis online, nasce dall’esperienza diretta di Glukhovsky e dalle molte ore trascorse in metropolitana fin da bambino per raggiungere la propria scuola. E’ affascinante la fedele descrizione che restituisce le particolarità delle singole fermate e le riveste di una patina di muffa, abbandono e disperazione.

Iniziare Metro 2033 è tutt’altro che facile, tanti nomi (molti impronunciabili per i non madrelingua russi) e un’infinità di stazioni. L’autore, fortunatamente, cerca di aiutarci inserendo nei fogli di guardia una mappa dettagliata delle linee e delle città-stato che si articolano lungo di esse. Non nascondo che l’attacco del libro è stato scoraggiante quanto Il Signore degli Anelli ma, come per Tolkien, vale la pena stringere i denti e superare le prime 100 pagine.

Oltrepassato l’ostacolo, il protagonista ed il suo mondo iniziano ad avere una contestualizzazione tale da procedere velocemente con il resto delle 570 facciate. Non c’è tempo e spazio per annoiarsi perché la trama si srotola sotto i nostri occhi condita di colpi di scena e fulminanti rivelazioni.

Uno dopo l’altro i tasselli del puzzle narrativo trovano il loro posto facendo intuire uno sviluppo logico dell’avventura; sarà l’ultimo pezzo a ribaltare l’intero disegno.

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