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Metro: la serie

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Giunta alla conclusione di tutti i volumi della serie Metro di Dmitry Glukhovsky mi sembra doveroso condividere con voi le considerazioni che riguardano la trilogia che conta un complessivo di 1700 pagine. Se in prima battuta avevo consigliato un bicchiere di vodka per tenervi compagnia, questa volta vi suggerisco di tenere la bottiglia a portata di mano.

Trama

Dopo aver seguito da vicino le vicende del giovane Artyom in lotta contro la minaccia dei Tetri (recensione di Metro 2033), ci allontaniamo dal protagonista per praticamente tutto il secondo volume.

Questo segue, infatti, le tracce di un personaggio che credevamo scomparso e della sua sghangherata combriccola perennemente in lotta contro… cosa? Difficile dirlo con voce ferma.

Nell’ultimo libro ritroviamo Artyom dove lo avevamo lasciato, deciso a scoprire se stesso e la libertà dalla claustrofobica metropolitana.

Se Metro 2033 e Metro 2034 sono due fantasy ambientati in un contesto urbano, Metro 2035 è una violenta distopia, uno spy-thriller capace di svelare la cruda realtà che si nasconde dietro le scelte della politica!

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Perché leggere la trilogia…

La saga compone uno scenario su cui riflettere: porta a galla le profonde divisioni sociali che animano la nostra realtà, scava negli istinti più primordiali dell’uomo e pone il lettore di fronte a delle tacite scelte.

Nel corso della lettura ho potuto apprezzare un miglioramento nella traduzione italiana che nell’ultimo scritto si rivela quasi privo di errori. Per quanto riguarda la linea narrativa devo evidenziare, invece, una certa incostanza che vede in Metro 2034 l’anello debole della catena.

Con il capitolo finale Dmitry Glukhovsky raggiunge una maggiore maturità nei panni di scrittore, riequilibrando gli spazi dedicati alla caratterizzazione dei personaggi ed all’azione. La profondità del pensiero intellettuale e sociologico può dirsi qui completo e strutturato.

Consiglio la lettura dell’intera trilogia per vivere insieme ad Artyom un processo di maturazione e consapevolezza dal finale tutt’altro che scontato.

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