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Moebius alla ricerca del tempo

Mœbius – Alla ricerca del tempo

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“Mœbius – Alla ricerca del tempo” è il titolo di una mostra itinerante che, attraverso 300 opere, ripercorre la lunga ed animata carriera artistica di Jean Giraud. Si tratta della più grande esposizione dedicata all’artista ed illustratore che l’Italia abbia mai avuto l’onore di ospitare; partita da Napoli presso il Museo Archeologico, oggi si trova allestita al PAFF! di Pordenone.

Chi era Mœbius?

Facendo un passetto indietro, per chi non fosse ferrato in materia… Mœbius è considerato tra i più grandi artisti della seconda metà del Novecento! Nato in Francia nel 1938, esordisce giovanissimo nel 1954 collaborando con la rivista Far West, ma il vero salto di carriera avviene dopo il servizio militare (1960), da questo momento in poi la sua ascesa assume carattere esponenziale. Sicuramente una delle stagioni più floride interessa il periodo che va dal 1970 al 1981, data in cui pubblica uno dei suoi capolavori, l’Incal su testi di Alejandro Jodorowsky. Per chi volesse compiere un viaggio attraverso la sua produzione consiglio, oltre al volume già citato: Arzach ed Il Mondo di Edena.

La mostra

La mostra “Mœbius – Alla ricerca del tempo” è un vero e proprio tuffo nella mente e nelle opere dell’autore, una panoramica accattivante sulla sua opera omnia e sul genio nascosto dietro ogni scelta stilistica. Appena entrati nella sezione del museo lui dedicata ci si sente, in un certo senso, persi: ogni sua illustrazione, grande o piccola che sia, nasconde un labirinto di dettagli, ognuno dotato di valore essenziale per costruire l’armonia dell’immagine.

E’ incredibile quanto la complessità di Jean Giraud restituisca immagini così apparentemente semplici e pulite. L’eleganza innata del tratto, l’uso minuzioso degli accostamenti cromatici, la varietà di soggetti e di storie rendono questa esposizione adatta anche a coloro che pur amando le arti figurative non conoscevano questo grande nome del panorama mondiale.

Non mancano sezioni dedicate ai temi più cari all’artista come la fantascienza, il mito o il panorama desertico, che sembra essere specchio di una continua ricerca interiore. All’appello rispondono, inoltre, molti dei suoi protagonisti più famosi: Stel e Atan, Arzach, Edena e, naturalmente, il maggiore Grubert. Bello anche lo spazio dedicato al rapporto tra Mœbius e l’Italia (in particolare parliamo di Napoli e Venezia) e tra Mœbius e Dante, associazione fortunata vista la ricorrenza del settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta.

La sede

Quale miglior sede per la mostra se non Villa Galvani di Pordenone? Restaurata nel corso del 2018 e divenuta poi dimora del Palazzo Arti Fumetto Friuli (altrimenti detto PAFF!), la struttura ospita abitualmente cicli di collezioni ed esposizioni a tema fumetto. Tra i grandi nomi esposti negli anni passati: Manara, Milton Caniff, Jack Kirby, Bob Kane e Jim Lee.

L’edificio si presenta elegante, vestito di bianco, e con una vantaggiosa divisione degli spazi, in cui si alternano stanze di piccole dimensioni ad altre grandi ed ariose. Anche il candore delle pareti dona dei vantaggi: primo fra tutti quello di consentire una fruizione più lineare e meno inquinata delle opere che trovano posto sulle pareti e sugli appositi sostegni. Complessivamente, nonostante le dimensioni della villa non siano esagerate, il PAFF! assolve a pieno titolo ai suoi compiti, compreso quello di portare Jean Giraud in visita nel nord Italia. Per l’occasione l’associazione si è avvalsa della collaborazione di COMICON e della direzione artistica della Mœbius Production.

Considerazioni extra

Avendo nel mio bagaglio formativo un master in Museologia Europea, non posso far a meno che dedicare uno spazietto alle considerazioni relative all’allestimento. Questo risulta ben studiato nella sua composizione, nella scelta delle luci e nella gestione degli spazi: infatti il visitatore ha tutto lo spazio per osservare le opere dalla giusta distanza, il più delle volte senza subire il tragico riflesso che il vetro delle cornici offre solitamente. Originale anche l’alternanza di visioni verticali ed orizzontali come pure l’uso delle gigantografie, certamente di grande effetto. Unica piccola pecca a mio dire, la scarsa segnaletica a indicare il corretto percorso di visita all’interno delle stanze.

Informazioni utili

Mœbius – Alla ricerca del tempo

PAFF! di Pordenone

13/11/2021 – 13/02/2022

Da martedì a venerdì: 15.00-20.00; sabato e domenica: 10.00-13.00 e 15.00-20.00

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