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Quinta da Regaleira, una tenuta tra esoterismo e massoneria

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Siamo a Sintra, città tra le montagne, poco distante dalla capitale portoghese Lisbona. E’ qui che si insedia Quinta da Regaleira, un complesso dalle ambigue interpretazioni da ricercare nei simboli e nelle forme nascoste dietro l’eleganza delle sue soluzioni architettoniche e decorative.

Storia

La sua storia inizia ad essere documentata nel lontano 1697 con l’atto di acquisto a nome di Josè Leite. Segue un vuoto temporale in cui si susseguirono diversi proprietari fino a giungere a Manuel Barnardo, mercante originario di Oporto, e sua figlia Allen che prese il titolo di Baronessa di Regaleira (da qui l’appellativo della tenuta).

In realtà bisogna, però, attendere António Augusto Carvalho Monteiro perché questa si trasformi nel luogo che oggi conosciamo. I lavori ebbero inizio nel 1904 quando il magnate del caffè incaricò Luigini Manini, architetto e scenografo nativo di Crema, di dare forma ai propri desideri.

Inserita nella lista UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, nel 1997 viene posta sotto la tutela e valorizzazione del Comune di Sintra, che non manca di organizzarvi periodicamente eventi mondani come rappresentazioni o concerti.

Gusto artistico

Manini offre un’interpretazione ardita e fuori dagli schemi per accontentare le fantasie dell’originale committente. Chissà che emozioni ha provato quest’artista strutturale di fronte a 4 ettari da modellare. Il risultato si configura come un curioso mix stilistico:

  • manuelino, sontuoso e ricco, tipicamente Portoghese;
  • gotico, elegante e leggiadro;
  • romanico, rude e solido;
  • classico e rinascimentale, composto ed equilibrato.

Il percorso iniziatico

E’ giunto il momento di addentrarci nei misteri che si nascondono nel florido giardino di Quinta da Regaleira.

La componente naturale è la vera protagonista dell’intero perimetro, occupa la quasi totalità della superficie e racconta un mondo di segreti ed ideali, non sempre immediatamente riconoscibili.

Partiamo da un presupposto importante, l’area è organizzata secondo i principi del primitivismo, che invitano l’uomo ad abbandonare la modernità per inseguire uno stile di vita meno sovrastrutturato; sulla scia di questa corrente di pensiero, il parco via via che ci si allontana dall’ingresso (posto a sud) assume un carattere sempre più brado. La trasformazione del paesaggio che ne nasce ha invitato molti a vederci una metafora delle tre dimensioni cristiane dopo la morte, Inferno, Purgatorio e Paradiso. Tale tesi è ulteriormente avvalorata dall’impianto simbolico-religioso, il quale prende forma nelle sculture, nelle architetture come pure nelle scenografie naturali: è il caso delle cascate con il loro potere purificatore.

Croci templari, compassi massonici, corde intrecciate ed alcune combinazioni numeriche suggeriscono un altro volto della tenuta: quello esoterico.

Il volto esoterico

Il termine “esoterismo” esercita su molte persone, me compresa, un fascino occulto dalle sfumature tanto attraenti quanto tenebrose; la sua espressione in questo contesto sa offrire una complessa summa di tutti i fattori che lo compongono. Addentriamoci, dunque, nelle profondità delle Torri Invertite, probabilmente la ragione primaria della vostra visita.

Se l’espressione Torri Invertite non vi dice niente, proverei con Pozzo Iniziatico e Pozzo Imperfetto. Adesso sì che ci siamo capiti!

Entrambi si immergono nel sottosuolo secondo uno schema a chiocciola, ma sarebbe meglio dire che essi si ergono dal sottosuolo; infatti è errore comune pensare che vadano percorsi dall’alto verso il basso, in realtà sarebbe più corretto partire dal buio della grotta per risalire alla luce, in una scalata di rinascita.

Se il Pozzo Imperfetto si è guadagnato tale nome a causa del suo mancato compimento, il che lo rende ai miei occhi ancor più emotivamente coinvolgente, il Pozzo Iniziatico dal canto suo ci offre una panoramica completa del suo significato. Veniamo ai numeri ed al loro valore metaforico:

  • 9 piattaforme, ispirate ai nove cerchi dell’Inferno di Dante
  • 22 nicchie, numero degli arcani maggiori dei Tarocchi
  • 139 gradini, i cui valori sommati danno 13 ossia il numero dell’arcano morte-rinascita
  • 10 pianerottoli, ricollegati ai dieci livelli del Paradiso dantesco.

A coronamento, sulla pavimentazione, una bussola con l’effigie della croce templare a suggerire un legame con il leggendario ordine segreto.

Il volto mitologico

Non bisogna dimenticare lungo il cammino di ammirare il ricchissimo impianto decorativo di stampo mitologico, a rendere quasi barocco per ricchezza espressiva il complesso. Tengo, in particolare, a ricordare:

  1. Fontana delle Chimere, che rappresenta mediante la sua iconografia classica il regno primordiale da cui nacque il mondo e la vita che conosciamo;
  2. Greenhouse ovvero la serra dove incontriamo sia Demetra che Flora, rispettivamente divinità dell’agricoltura greca e della fioritura romana;
  3. Fontana dell’Abbondanza, la quale per veicolare il suo messaggio di creazione si avvale di un vero e proprio trionfo di simboli che attingono alle più diverse origini (obelischi egizi, satiri di Dioniso, delfini di Apollo);
  4. Portale dei Guardiani, presso cui una coppia di tritoni sorvegliano il passaggio dall’aldiquà all’aldilà;
  5. Sentiero degli Dei, un autentico trionfo di vip immortalati per l’eternità. Occorre far attenzione agli oggetti rivelatori per riconoscere Fortuna (cornucopia), Orfeo (lira), Afrodite (velo), Flora (rosa), Demetra (fascio di grano), Pan (flauto), Dioniso (uva), Efesto (brocca del fuoco) e Hermes (caduceo).

Concludiamo qui la nostra gita virtuale, spero abbiate scattato molte foto con l’immaginazione e preso qualche appunto in attesa di scoprire dal vivo la magia nascosta dietro Quinta da Regaleira.


Rua Barbosa du Bocage 5, Sintra
www.regaleira.pt
Prezzo minimo: € 5
Prezzo massimo: € 12
Orari: 
da aprile a dicembre 09.30 - 20.00 
da ottobre a marzo 09.30 - 18.00.

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