fbpx
Cascais, Portugal - Bordalo II

Waste Art e mondo animale: l’incredibile binomio di Bordalo II

5 mins read

La prima volta che ho visto un’opera di Bordalo II sono rimasta di sasso. Pur conoscendo già la Waste Art, le sue tecniche e le sue manifestazioni espressive, non ho potuto non rimanere colpita dalle opere a soggetto animale del portoghese classe 1987.

Ma andiamo con ordine, conosci già la Waste Art?

Con il termine Waste Art si intende una forma artistica che prende forma mediante l’impiego di rifiuti. Come Michelangelo ha plasmato il marmo, come Caravaggio ha elaborato la sua teoria della luce con pennello e colori a olio così HA Schult, Robert Bradford, Erik Jensen, Oscar Olivares e, naturalmente, Artur Bordalo si esprimono dando nuova vita a materiali industriali ormai in pensione.

I precursori di tale movimento vanno ricercati nei primi anni del Novecento, quando un drappello di artisti inizia a contrapporsi alla cultura “del bello” sperimentando forme di comunicazione inedite, di contrasto e spesso dissacranti. Il pensiero va quasi inconsapevolmente a Fontana di Duchamp (1917).

E’ però con il boom economico che l’ideologia viene formandosi più concretamente come una denuncia al consumismo e all’imponente mole di rifiuti prodotta dalla società; da qui l’evoluzione verso l’ecologismo ed il rispetto ambientale è quasi scontata.

Plastica, componenti elettroniche, vetro, detriti, pezzi di stoffa e molto altro si spogliano della loro funzione originaria per rivestirne una completamente nuova, intellettuale.

Bordalo II

Il giovane, originario di Lisbona, deve parte della sua formazione artistica al nonno Real Bordalo (per questo ha scelto di firmarsi Bordalo II) che lo prende a bottega giovanissimo, insegnandogli l’arte del paesaggio e delle vedute cittadine. A questa anima tradizionale se ne accosta presto una trasgressiva che lo vede autore di graffiti e street art.

Un corso di Pittura, frequentato ma mai concluso, presso la facoltà di Belle Arti della città natale lo avvierà, con non poca ironia, verso la scultura. Approfondita tale passione, inizierà una vera e propria carriera, se così possiamo definirla, nella Waste Art.

La spazzatura di uno può essere il tesoro di un altro

Artur Bordalo

Il portoghese abbraccia perfettamente gli ideali che abbiamo visto prendere piede dagli anni 60 in poi, ovvero il rifiuto ed il disprezzo per la deriva avara e consumista che registriamo ai giorni nostri. Nasce, quindi, una forma espressiva che è stata univocamente definita come “sostenibile ed ecologica”.

Animali, i veri protagonisti

I soggetti su cui insiste l’artista sono gli animali, principali vittime della prepotenza umana. Osservare le sue opere permette di vedere contemporaneamente la bellezza e la corruzione: la prima trova voce grazie ai modelli rappresentati e alla sapiente mano di chi li plasma, la seconda emerge con prepotenza scomponendo il ritratto nei diversi pezzi che lo formano.

Bordalo II compie, inoltre, una scelta attenta nell’associare le diverse specie rappresentate ai luoghi che adibisce a sua tela. Infatti, il più delle volte al centro della scena possiamo riconoscere dei simpatici animali locali oppure in via di estinzione o, addirittura, già estinti.

I due principali progetti elaborati dal nostro estroso “artigiano” sono:

  • Big Trash Animals – enormi esemplari composti dagli stessi oggetti che li stanno distruggendo;
  • Half Half Pieces – soggetti interi ma divisi come gli emisferi del cervello, da un lato crudi e razionali e dall’altro colorati e vivaci.

E’ incredibile, specie tenuto conto dell’imponenza delle realizzazioni, quanto vasta sia la produzione dell’artista. Tra i paesi da lui toccati: USA, Azerbaijan, Tahiti e, inutile dirlo, l’Europa intera.


Ho avuto la fortuna di vedere diverse “sculture murali” di Bordalo II ed ognuna di esse ha saputo emozionarmi. E tu? Hai mai visto una sua opera viaggiando per il mondo? Raccontami la tua esperienza nei commenti!

Approfondimenti ulteriori sul sito dell'artista: www.bordaloii.com

Immagine di copertina: Cascais, Portugal © Rita Grazina

Ti è piaciuto questo articolo? Potrebbe interessarti anche “Street artists viaggiatori: Banksy

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Volax villaggio Tinos - The Space Passenger
Previous Story

Tinos, l'isola greca dove la spiritualità risiede nei villaggi

Next Story

Szentendre, una giornata alternativa fuori Budapest

Latest from Art

Tipoteca Italiana

Scopriamo il ruolo storico-sociale di stampa e tipografia nella diffusione dell'informazione in un percorso museale tutto